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Diunna Greenleaf: I Ain’t Playin

7 Maggio 2022

Anche se il Virus non è completamente debellato, si nota una forte voglia di tornare a suonare.Lo avevo più volte scritto su queste pagine: la pandemia è stata devastante per le esibizioni live,ma non ha fermato l’estro e la fantasia. Anzi!!! Forse per qualcuno è stato un modo per ritrovarsi e nello stesso tempo creare senza pressioni. Molte delle cose che erano in cantiere hanno preso forma, altre si materializzeranno. Sono momenti in cui l’interesse è sempre vivo, anche per quella serie di storie che aspetti di approfondire.

In lista di attesa c’era l’ultimo album di Diunna Greenleaf. Che, ahimè, non conoscevo.

 

Quindi onde evitare gravi conseguenze,chiedo venia. Tutto comincia esattamente un’anno fa.

Bob Corritore esce col suo splendido album Spider in My Stew. Come al solito nei suoi lavori c’è sempre una forte presenza di musicisti blues. L’ascolto è gradevole e le varie esibizioni meritano un plauso di ammirazione. Don’t Mess With The Messer ha qualcosa in più: Diunna Greenleaf e la sua voce universale. La Greenleaf viene da Houston Texas.Da ragazza si avvicina al Gospel, che personalmente ritengo una grande scuola, grazie ai suoi genitori. Sempre più coinvolta, comincia ad ascoltare le grandi voci femminili del Blues e R&B.

Koko Taylor, Sister Rosetta Tharpe, Aretha Franklin ed Etta James diventano il suo punto di riferimento.

Una carriera iniziata dal basso,che col tempo gli ha consentito di  sviluppare un suo stile deciso ed avvincente. Un percorso che gli ha dato i mezzi e gli strumenti per mettere su la Blue Mercy Band. Un gruppo strepitoso con il quale apre i concerti di un numero smisurato di artisti nel panorama Blues. Riceve varie nomination e si aggiudica nel 2014 il Koko Taylor Award. Un premio nolto ambito.Per non farsi mancare nulla,per tre anni è stata anche Presindente della Houston Blues Society. Durante il corso delle nostre chat, Bob Corritore mi aveva già avvertito della qualità del disco. Oggi devo ammettere che aveva piena ragione.

I Ain’t Playin è un lavoro strepitoso. Lo definirei quasi l’Universalità della musica Afroamericana. Un album completo dal quale non si butta via nulla. Ogni brano è coinvolgente.

La Greenleaf con la sua voce fa vibrare la mente e il cuore. La naturalezza con cui passa da un genere all’altro lascia praticamente impietriti. Soul,Jazz, Gospel e R&B ci sono tutti e senza un minimo di cedimento. Un accostamento tra tutti i generi, in questo caso mai insolito, che porta ad un risultato sopprendente. E poi una band di forte impatto che riesce a mantenre ,per tutto il tempo, qualità ed efficacia. Non sto qui a fare la radiografia a tutti i brani. Vi segnalo soltanto I wish I Knew How It Would Feel To Be Free, scritta da Billy Taylor nel 67 e portata al successo da Nina Simone e Back Door Man,uno dei pezzi originali. Bastano solo questi due brani per rendersi conto dell’immensità di questo cd. Diunna Greenleaf con I Ain’t Playin è tornata il 23.04.2022, dopo undici anni , e questa volta per restarci molto a lungo.


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