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“Il Gabbiere” / Composizione blu, grigio e rosa. Ascolta i file

16 Agosto 2011

 

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“Si discusse a lungo se sia frutto dell’arte o di natura la poesia: per conto mio non vedo cosa possa lo studio senza l’estro e l’estro non sgrossato dallo studio: servono l’uno e l’altro, in pari accordo”.

(Epistula ad Pisones detta anche Ars Poetica, Quinto Orazio Flacco del I secolo a.C.)

“IL GABBIERE”
(in onda: lunedì h 21 – mercoledì h 11 – sabato h 16)
Pensato e raccontato da Luca Caselli
Attore interprete: Roberto Mercati (robertomercati@libero.it)

Ascolta le puntate precedenti: clicca qui

Mondrian ritiene che l’arte sia un prodotto della ragione, che realizzi una fusione di razionalità e idealità, per cui il suo astrattismo è ispirato alla perfezione delle leggi matematiche e scientifiche.

Se Kandinskij cerca di cogliere negli impulsi interiori, lirici e fantastici la spiritualità dell’uomo, Mondrian lo spoglia della sua vana e fugace individualità per esprimerne la parte che appartiene all’universo.

L’essenza della realtà pertanto viene rappresentata in una composizione di linee ad angolo retto e in una combinazione di tre colori fondamentali (rosso, giallo, blu), in uno spazio vuoto bianco, grigio o nero, fra cui prevale il bianco in quanto simbolo di chiarezza e razionalità.

Linee, superfici, colori si collocano nel quadro con equilibrio geometrico e sapiente distribuzione.

Nel suo itinerario artistico, Mondrian riduce via via le parvenze della realtà sensibile, fino a giungere all’autonomo significato delle forme pure. Il cammino è graduale e viene condotto sul tema dell’albero di cui l’artista ha dato diverse
versioni tra il 1909 e il 1912. L’albero si trasforma diventando sempre più essenziale attraverso la progressiva eliminazione degli elementi secondari dell’immagine.

L’albero rosso: in questa prima versione ci sono risonanze di Van Gogh, ma la scelta dei colori, ridotti a due, è già personale.

L’albero grigio: l’immagine dell’albero è la stessa, ma il colore è diventato monocromo, grigio, per evidenziare la ricerca ritmica della linea dei rami: è in atto l’adesione ai cubisti.

Il melo in fiore: l’immagine è ormai astratta e il soggetto non è che un pretesto per la ricerca di segni geometrici e della sequenzialità ritmica, di derivazione cubista.

Composizione in blu, grigio e rosa: la maglia di segni orizzontali e verticali trascrive solo l’essenzialità geometrica della
struttura dell’albero, che è definitivamente scomparso.

 

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