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“Pacco a sorpresa” / Ventunesima puntata. ASCOLTA IL FILE

7 Dicembre 2011

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Mercoledi ore 17 in diretta, venerdì ore 10 e domenica ore 15 replica

il conduttore Mimmo Delli Paoli

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Prima parte

Seconda parte

Terza parte

 

Nuda proprietà. Così fan… tanti

Nuda proprietà: tutto quello che c’è da sapere

 La nuda proprietà è nata come una forma di investimento alternativa che, a causa della crisi economica, si è andata espandendo a macchia d’olio.

Quasi la metà degli italiani, infatti, ha deciso negli ultimi anni, di indirizzare i propri risparmi verso il settore immobiliare.

Si tratta di una vendita del diritto di proprietà senza il diritto di usufrutto. In pratica, il proprietario vende l’appartamento, ma conserva il diritto di abitarlo “vita natural durante“.

I prezzi degli immobili in questo caso ovviamente sono più bassi di quelli di una vendita tradizionale e più bassi in proporzione all’età di chi vende. Più è giovane il venditore e minore è il prezzo dell’immobile.

A chi conviene?

Vendere conviene alle persone anziane e in difficoltà economica. Molte di loro hanno pensioni irrisorie e magari non arrivano a fine mese, ma sono proprietari di una casa. Vendere la nuda proprietà gli permette di avere subito il capitale e di avere la serenità di poter affrontare qualsiasi spesa e restare nella propria casa per tutta la vita.

In generale, però, conviene a chiunque abbia serie difficoltà economiche e non vuole avere problemi di affitto. Potrebbe convenire anche a chi acquista perché vuole comprare una casa per i propri figli o fare un investimento immobiliare. Secondo le ultime stime di Censis – Confcommercio, il 31,7% degli italiani con risparmi da parte ha deciso di investire nel settore immobiliare.

Acquistare una nuda proprietà significa anche non sobbarcarsi subito di oneri: IRPEF ed eventuale ICI sono infatti a carico degli usufruttuari e non del nuovo acquirente. Anche l’imposta di registro è più bassa perché la base imponibile su cui si calcolano le imposte per il trasferimento è calcolata sul valore della nuda proprietà e non sul valore commerciale effettivo dell’immobile.

Ma qual è il prezzo di vendita di una nuda proprietà? Dipende da molti fattori. Lo sconto di acquisto è inversamente proporzionale all’età del venditore: più è anziano, minore sarà lo sconto, perché c’è più probabilità che la casa si liberi prima. Per i “vecchi” proprietari c’è invece l’usufrutto a vita dell’immobile nel quale continueranno a vivere.

Relativamente alle spese da sostenere per la casa, quelle di manutenzione “ordinaria” sono a carico dell’usufruttuario, mentre quelle “straordinarie” sono di competenza del nuovo proprietario. Per spese “straordinarie” il codice civile indica quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri e delle volte, la sostituzione delle travi, il rinnovamento, per intero o per una parte notevole, dei tetti, solai, scale, argini, acquedotti, muri di sostegno o di cinta.

Aspetti fiscali

Il nudo proprietario gode di un profilo fiscale favorevole in quanto la base imponibile è data dal solo valore della nuda proprietà che è ridotto rispetto al valore di mercato dell’immobile; è sottoposto a tassazione un minor imponibile in quanto si beneficia della consolidazione gratuita dell’usufrutto al momento della sua scadenza; è determinata con le tabelle del Testo Unico delle Imposte di Registro.
Al momento del rogito il compratore (nudo proprietario) è tenuto a versare nel caso di acquisto da persona fisica, le imposte ipotecaria, catastale e di registro pari complessivamente al 10% del valore fiscale della nuda proprietà (base imponibile); nel caso di acquisto da persona giuridica, il calcolo delle imposte varia in funzione di diverse variabili (tipologia dell’immobile acquistato, oggetto sociale del venditore, ecc).

Il pagamento del prezzo della nuda proprietà può avvenire in un’unica soluzione al momento dell’acquisto sotto forma di concessione all’usufruttuario di una rendita finanziaria.

Novità nei palinsesti Rai: arrivano Fabio Volo, Frizzi e Paola Perego

Novità in arrivo con l’anno nuovo nei palinsesti Rai. Usciti grandi nomi come quello di Serena Dandini, passata a La7 dove andrà in onda da gennaio, arriva Fabio Volo 

Fabio Volo

su Raitre con tre appuntamenti settimanali in seconda serata e un programma ancora tutto da definire, anche nel titolo. Per lui è una grande occasione dopo essere stata una ex-Iena su Italia 1 ed essere passato su Mtv. Tra l’altro, proprio in questi giorni arriverà al cinema con il primo film tratto da un suo romanzo, Il giorno in più.

Sempre sul terzo canale restano in programma gli approfondimenti con Report e Presa diretta ed è previsto anche il ritorno di Carlo Lucarelli con la trasmissione Lucarelli racconta. Su Raiuno e Raidue tante conferme e poche novità, come quella de I Soliti Ignoti che passerà il testimone a Max Giusti con Affari Tuoi da febbraio.

Grande ritorno per Paola Perego a cui inizialmente si era pensato di affidare la nuova edizione dell’Isola al posto di Simona Ventura. La presentatrice sarà al timone di Attenti a quei Due il venerdì sera da metà gennaio, poi da fine febbraio arriverà Fabrizio Frizzi con Per tutta la vita, un ritorno inaspettato. Il sabato sera dal 7 gennaio è nelle mani di Milly Carlucci con Ballando con le stelle 8, trasmissione su cui l’azienda punta molto e cha ha difeso in tribunale contro il concorrente Baila!, accusato di plagio.

Per quanto riguarda Raidue, confermato Italia sul 2 con Lorena Bianchetti e Milo Infante nel pomeriggio, e dal 24 gennaio torna l’Isola dei Famosi con la conduzione ormai certa di Nicola Savino e il punto interrogativo sul ruolo di Vladimir Luxuria. Restano invariati gli appuntamenti con le serie tv come Senza Traccia , NCIS L.A.,Criminal Minds, ecc. E per il venerdì sera in seconda serata confermata L’ultima parola con Paragone.

Creato in laboratorio virus letale, potrebbe scatenare pandemia

In Olanda, nato da cinque modificazioni genetiche dell’H5N1 che ha ucciso 500 persone in tutto il mondo 

Virus letale

Creato in laboratorio un virus letale che potrebbe causare una pandemia. Bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell’influenza aviaria H5N1, che finora ha ucciso 500 persone nel mondo, in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia, trasmettendosi facilmente a milioni di persone. La notizia arriva dall’Erasmus Medical Centre di Rotterdam (Paesi Bass), dove un gruppo di ricercatori guidato dal virologo Ron Fouchier ha dimostrato le capacità di diffusione del virus modificato in esperimenti condotti sui furetti, animali dotati di un sistema respiratorio molto simile a quello umano.

Le ricerche di Fouchier fanno parte di un più ampio programma mirato a una maggiore comprensione dei meccanismi di funzionamento del virus H5N1. Ed è stato lo stesso virologo ad ammettere che la variante geneticamente modificata è uno dei virus più pericolosi che siano mai stati prodotti, sollevando dubbi sulla legittimità di esperimenti di questo tipo. Gli stessi scienziati, infatti, sono preoccupati che, in mani sbagliate, il virus potrebbe trasformarsi in un’arma biologica. Attualmente questa e un’altra ricerca, riguardante sempre H5N1, ma condotta dagli esperti dell’Università del Wisconsin (Usa) e dell’Università di Tokyo (Giappone), sono in attesa di pubblicazione.

L’agricoltura torna di moda tra i giovani laureati

Siamo in piena rivoluzione agricola

Cambia il mondo e cambia pure il lavoro agricolo. Se una volta a lavorare nei campi c’erano solamente contadini senza istruzione, adesso a popolare le aziende agricole ci sono giovani laureati, non solo per bisogno ma anche per

Laureato Contadino

scelta.

I dati dell’ultimo censimento generale dell’agricoltura testimoniano che negli ultimi dieci anni sono più che raddoppiati i laureati alla guida delle aziende agricole, a conferma di un processo di professionalizzazione che ha riguardato anche l’aumento della superficie media aziendale, frutto di una riorganizzazione del sistema imprenditoriale fisiologica che ha determinato l’uscita delle aziende marginali.

Secondo la Coldiretti, la stragrande maggioranza dei capi azienda laureati ha frequentato facoltà diverse da quelle di agraria, a dimostrazione del fatto che il settore ha allargato i propri ambiti di operatività. Gli imprenditori agricoli, oggi, si possono occupare di attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla loro vendita, ma anche della fornitura di servizi a privati e alla pubblica amministrazione. Oltre alla ‘normale’ attività agricola ci sono casi interessanti di produzione e vendita di prodotti cosmetici a base di vino, olio o latte di asina, di fattorie didattiche convenzionate con le scuole, di agriasili e di agriospizi.

Segnali positivi dunque, anche se non c’è affatto traccia di ricambio generazionale. Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, ad oggi solo il 2,5 per cento delle imprese agricole ha un titolare con meno di 30 anni mentre dieci anni fa era il 2,1 per cento. Si tratta di un aumento davvero misero, e di un’ulteriore prova del fatto che finora si è fatto poco o nulla per favorire e incentivare l’ingresso dei giovani nel settore.

Ma come sta cambiando l’agricoltura a livello strutturale? E’ ormai evidente che stiamo uscendo, e in modo irreversibile, da un certo immobilismo strutturale: le imprese cominciano ad aggregarsi e consolidarsi in unità di maggiori dimensioni. Si tratta di una necessità irrinunciabile per essere competitive sui mercati internazionali, ma c’è bisogno di uno sforzo ancora maggiore per equipararci alla media europea.

L’ampliamento dimensionale delle imprese agricole sono conseguenza di una forte contrazione del numero di aziende attive: in 10 anni, infatti, sono uscite dal mercato ben 775 mila unità, soprattutto tra le Pmi.

“L’Istat attribuisce il processo evolutivo sia alle dinamiche di mercato che all’effetto delle politiche comunitarie. Siamo d’accordo sul primo aspetto – ha commentato Giandomenico Consalvo, componente della Giunta di Confagricoltura – perché la forte pressione competitiva ha indotto ad un rafforzamento delle unità produttive. Il secondo aspetto merita invece un approfondimento, perché non è detto che il disaccoppiamento degli aiuti diretti, erogati indipendentemente dalla produzione, favorisca il dimensionamento competitivo delle imprese”.

I campi reggono bene la sfida occupazionale

Imprese agricole sempre più grandi e sempre più bisognose di lavoratori. Secondo Sergio Marini, presidente nazionale della Coldiretti, nel 2010 c’è stato un boom di assunzioni in agricoltura, con un aumento del 6% del numero di lavoratori dipendenti impegnati in campagna a fronte di una sostanziale stagnazione dell’intero sistema economico, dove gli occupati crescono solo dello 0,4 per cento.

L’agricoltura – ha sottolineato Marini – fa segnare di gran lunga la migliore performance occupazionale tra i diversi settori economici che sono stagnanti, come quello dei servizi. Il risultato positivo è particolarmente importante perché – ha precisato Marini – è piuttosto omogeneo su tutto il territorio nazionale. Si stima che abbia meno di 40 anni un lavoratore dipendente su quattro assunti in agricoltura, dove si registra anche una forte presenza di lavoratori immigrati che hanno abbondantemente superato quota centomila.

L’agricoltura è in grado di offrire opportunità occupazionali a 250mila lavoratori nei prossimi dieci anni, sulla base dell’analisi della Coldiretti che evidenzia come il risultato del primo trimestre dia continuità all’andamento positivo registrato dal settore anche nel 2010, quando l’agricoltura è stato l’unico settore ad aumentare l’occupazione.

Secondo l’analisi di Coldiretti a crescere sarà la domanda di livelli più elevati di professionalità con particolare riguardo a figure specializzate in grado di seguire lo sviluppo di specifiche coltivazioni, la conduzione di macchinari o la gestione di attività che oggi si sono integrate con quella agricola all’interno dell’azienda: dalla vendita diretta dei prodotti tipici alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.

Le difficoltà di reperimento di manodopera – ha sostenuto la Coldiretti – si registrano infatti per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.

Tanto lavoro ma anche tanta sicurezza, visto che in agricoltura gli incidenti sul lavoro sono sempre più in calo. Secondo la la Cia-Confederazione italiana agricoltori gli imprenditori agricoli hanno mostrato una sensibilizzazione ai problemi relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Questa diminuzione è ancora più positiva se si pensa che proprio nell’anno passato l’agricoltura ha visto un aumento dell’1,9% dei lavoratori dipendenti.

Ricetta della Rosy: Tartine festose 

Ingredienti per 4 persone

fette di pancarrè, gamberetti, salsa rosa, salmone affumicato, burro, acciughe, noci, stracchino.

Preparazione “Tartine”

Tagliare il pancarrè con la formina prescelta.
Farcire ciascuna tartina a piacere, alcune con gamberetti e salsa rosa, altre con burro e salmone affumicato, altre ancora con burro e acciughe e alcune con lo stracchino.

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