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H & P. Il grande ritorno della Carovana. Puntata 45 giovedì 10 aprile 2014 ore 21

8 Aprile 2014

Musica e moto, binomio perfetto. Gruppi storici come Queen, Steppenwolf, Skid Row, Guns n’ Roses, Duran Duran, A-Ha, Hammerfal, Simple Minds, The Birds e tanti altri hanno inserito nei loro temi o video la moto, sinonimo di libertà. Hippies e Paninari si sposa alla perfezione con questo assunto. La musica Settanta/Ottanta (meno Novanta) è salita in sella per affermare ed affermarsi. La cultura Hippie vive e si nutre del mito della musica e della moto. Il punto d’inizio del tutto è Easy Rider, primo fenomeno cinematografico celebrativo delle due ruote, interpolate con spazi e brani musicali, in un’epoca senza videoclip. Ricordate Easy Rider? Il film di Hopper riassumeva le istanze e le illusioni della generazione che aveva cambiato o, più spesso, sperato di cambiare lo status quo di una società in cui non si riconosceva, e allora la musica del film non poteva che essere il rock, musica che quella generazione ascoltava e suonava. Easy Rider è uno dei primi soundtrack non originali a commento di una pellicola, prima di esso solo per Il seme della violenza (Blackboard Jungle, Richard Brooks, Usa 1955) erano state utilizzate alcune canzoni in voga tra i teenagers come l’hit Rock around the clock di Bill Haley e dei suoi Comets. Presto assurto a disco fondamentale per ogni collezione che si rispetti, questa compilazione che antologizzava il momento sonoro fotografando suoni e umori di un’epoca, nasce da una selezione di brani ricavata tra i dischi che allora possedevano Hopper e Fonda. L’accoppiata delle canzoni alle varie scene, soprattutto a marcare i trasferimenti in moto, non è mai stata più felice. Si parte con “The Pusher” degli Steppenwolf, che arriva dopo la vendita della cocaina ad un riccone in limousine interpretato, in un cameo, da Phil Spector, il famoso produttore discografico che evidentemente fa se stesso, segno che la cocaina non era una droga assente dal panorama musicale di allora. Poi arrivano i titoli di testa accompagnati dalla canzone che ormai da quarant’anni è associata all’easy rider, ai viaggi sulle highways a bordo di una moto, “Born to be wild”, sempre eseguita dagli Steppenwolf. “The weight”, sottolinea meravigliosamente il passaggio nella Monument Valley, dove un sole, che sta lasciando il posto alla notte, si insinua tra le montagne con tutte le sue declinazione di rosso. Sicuramente per un problema di liberatorie e diritti la canzone che sul film è eseguita dal gruppo originario nel disco viene interpretata dai minori Smith, band di pop/rock mainstream del periodo.

La successiva “Wasn’t born to follow” dei Birds accompagna il passaggio dei rider su strade di montagna, con un testo eloquente e duro.

The Holy Modal Rounders eseguono “If You Want to Be a Bird”, anche qui su un testo dove si incita a uscire e provare a volare senza aspettare il cielo. L’appello anticonformista di “If six was nine” di Jimi Hendrix, canzone che sottolinea l’intenzione di non conformarsi allo status quo e vivere a proprio modo, proprio della cultura Hippie. Le canzoni di Easy Rider, che abbiamo visto vivere sinergicamente con la pellicola, riescono a vivere anche fuori dal film non solo perché scritte precedentemente per scopi certo altri, ma anche perché hanno acquistato un valore antologico che ne fanno la colonna sonora di una cultura o, meglio, di una controcultura. Ascoltate Hippies e Paninari giovedì sera, Dj Joppa ha preparato delle perline Settanta/Ottanta che prenderanno spunto dal nostro lancio e un ospite che della moto ha fatto una ragione di vita passerà nei nostri studi… Restate connessi con la Carovana Hippers!

 

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