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h & p musica e moto con Baldelli il giudice e la moglie Lili

11 Aprile 2014

Episodio 45 di Hippies e Paninari bilanciato e fluido. Nel lancio parlavamo del binomio musica e moto e chi ti arriva come superospite? Uno dei capi carismatici dei Desmoboys, ovvero Fabio Baldelli detto “Il Giudice”, accompagnato dalla dolcissima moglie Lili Martinez. Grande conoscitore del mondo Ducati, ottimo speaker e amante della musica anni Ottanta, fan di H&P della prima ora. Le felpe arancioni originali sono una garanzia di fedeltà e appartenenza. Dj Joppa ha impresso un ritmo pazzesco alla serata, dispensando perline dallo scrigno dei “2 Terabytes”: Disco Inferno, Duran Duran, Prince, Prefab Sprout, un’attualissima “Happy” di Pharrel Williams, Village People, George Benson, Michael Jackson, Flexx, Fergal Sharkey, Gary’s Gang, Eurythmics, Jefferson Airplane, Debbie Harry, Edie Brickell, Bruce Springsteen, Chris De Burgh, e altri pezzi culto. Formazione con Randinsky, Bino, Bedo e Pigna e un Kella scatenato che ha telefonato direttamente dalla Spagna, mandando su Facebook delle foto da urlo. Serata molto positiva, quindi, primaverile, con aneddoti, gag, ottimo salame made in Iori, Verdicchio di Iesi, Rosso di Montalcino e una torta di riso stellare della “Feroce” Angela, moglie del “perfido” Bedo. Ringraziamo ancora una volta Renzo e Alberto Campari, dell’omonima Pasticceria del Direzionale, che si ricordano ogni giovedì di Hippies e Paninari, mandando le celeberrime paste. Alcuni messaggi qui su Redacon invocano Spaghetti Dance e Festivalbar. Arriveranno già dalla prossima settimana, tranquilli. Spaghetti Dance, bel fenomeno che scoppia negli anni ’80 con il successo dei “veramente falsi”, alcuni dei quali esplodono fragorosamente per poi scomparire presto, tipicamente “one shot”, come da allora si è usato dire per indicare un successo eclatante e poi l’oblio; per altri invece il successo è più duraturo, molto spesso accompagnato dalla solita “conversione” alla melodia tradizionale italiana. Alla prima tipologia, quella del successo eclatante ma passeggero appartengono Valerie Dore, i cui brani “The night” del 1984 o “Lancelot” dell’anno successivo scalano vertiginosamente le classifiche europee, ma presto non si sentirà più parlare di lei. Valerie Dore è milanese e si chiama Monica Stucchi. I Via Verdi (“Diamond”, chi non la ricorda?), pare che il cantante oggi faccia l’orefice; anche loro purosangue della scuderia del demiurgo della dance italiana, alias Claudio Cecchetto, che annoverava tra i suoi anche Tracy Spencer, il zazzeruto Sandy Marton che bello, biondo e bravo (?) faceva impazzire le ragazze, al pari dei Duran Duran. Gazebo (Paul Mazzolini) nasce a Beirut il 18 febbraio del 1960. Artisticamente si può considerare tutto italiano in quanto dall’età di 15 anni vive a Milano, dove comincia a comporre musica e a collaborare in varie produzioni dance nostrane. Il successo per lui arriva nei primissimi anni ’80 grazie all’hit “Masterpiece”. E’ comunque il singolo successivo, “I Like Chopin”, che raggiunse il 1° posto nell’estate ’83, a rimanere nella storia dell’intero decennio. Con questo brano vendette otto milioni di copie nel mondo. Poi il nulla… The Creatures. Stessi anni, dance spaziale. Le loro esibizioni hanno fatto epoca. Lui (il cantante e leader) abbigliato come un novello Luke Skywalker finito per sbaglio nella nostra penisola; l’altro (il tastierista) un inquietante incrocio fra Chewbecca e uno Yeti peloso, suonava rinchiuso in una gabbia. Avevano base all’Altromondo Studios di Rimini e portarono al successo “Maybe one day” nel 1984, per poi sparire nel nulla. Baltimora era invece il nome d’arte di Maurizio Bassi, originale Tarzan italiano con occhiali. Tarzan Boy fu uno dei principali hit-tormentone dell’estate 1985. Deceduto pochi anni dopo per una grave malattia. Il “Re” dei finti (speriamo non si offenda, ma pare che nemmeno la voce fosse la sua, ma del vocalist Silver Pozzoli e di Tom Hooker) è Manuel Stefano Carry, in arte Den Harrow, nato a Boston il 4 giugno del 1962, ma che ha vissuto sempre in Italia, quindi italiano pure lui. Grazie alla produzione di Turatti e Chieregato ha ottenuto negli anni ’80 un incredibile successo vendendo 13 milioni di dischi con una serie di brani dance cantati in inglese. I primi successi arrivarono verso il 1985. Ricordiamo: “Bad Boy”, “Mad Desire”, “Charleston”, “Future Brain”. Nel 1987 arriva per lui la consacrazione del successo con l’album “Day By Day” e i brani “Don’t Break My Heart” e “Tell Me Why”. L’ultimo album di discreto successo risale al 1989 e si intitola “Lies”. Den Harrow é stato uno dei maggiori idoli delle ragazzine negli anni ’80. I Novecento a prima vista potevano sembrare (e così furono etichettati) gli Abba italiani nell’era dello yuppismo, ma il quartetto di “Mamma Mia” se la sognava una voce come quella di Dora Carofiglio, la bella e brava cantante del gruppo, che portò la successo “Movin’ on” nel 1984 fino al 2° posto della hit parade. Qualcuno ne ha notizie? Così come di Fabio Staccotti, che nel 1983 face ballare mezza Italia con una sua hit. Chi è? Ma il Ryan Paris di Dolcevita, naturalmente.E dove sono finiti Albert One, P.Lion, i Fake? E’ una lunga storia che naturalmente racconteremo e ascolteremo. Restate connessi, seguiteci su Facebook e qui su Redacon. A giovedì, paninaronauti!

 

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