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Let it rock 51: italians do it better. FILE ASCOLTABILI

30 Novembre 2014

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Benvenuti alla puntata n. 51 di Let it Rock!

Qualche settimana fa vi ho proposto alcuni artisti che ispirandosi al rock, al country, al blues di matrice USA portano coraggiosamente avanti una ricerca di suoni ‘internazionali’ cantando in Inglese ma nello stesso tempo ispirandosi spesso a situazioni ‘nazionali’.

Questa settimana ascolteremo insieme invece artisti molto più conosciuti al pubblico delle radio ‘mainstream’ Italiane, che propongono i propri pezzi nella nostra bella lingua.

Cos’è il rock italiano? Secondo alcuni, non ultimo Marco Pipitone su ‘Il fatto quotidiano’ di un’anno fa circa, forse il rock in Italia non è mai nemmeno esistito veramente. L’Italia in fondo è la patria della ‘canzonetta’, del Festival di Sanremo: col rock non ha mai legato molto.

Secondo me invece il rock in Italia c’è stato, e c’è ancora anche se, confesso, non seguo molto la scena rock italiana del nuovo millennio. Certamente non è un tipo di rock assimilabile a quello classico in lingua inglese, né potrebbe esserlo considerando la notevole diversità di ‘ritmo’ della nostra lingua e le radici storiche molto diverse (e molto più profonde nel caso degli artisti Italiani).

Molto viva è stata ad esempio la scena progressive, con gruppi come il Banco, le Orme, la PFM, con gli Area che spesso sconfinavano nel jazz, e numerosi altri di minor fama. Poi ci sono i nostri cantautori, i singer/songwriters come Tenco, De Andrè, De Gregori, Fossati, Guccini, Bennato, Conte, Capossela, Locasciulli e tantissimi altri, molti di essi influenzati in modo più o meno diretto da grandi artisti stranieri come Dylan, Cohen, Brassens, Waits, ma allo stesso modo anche dalla nostra tradizione letteraria e musicale.

Anche la scena punk/new wave ha avuto in Italia rappresentanti di alto livello, a partire dai ‘nostri’ CCCP, ai Diaframma, i Neon, i Gaznevada, i Litfiba.

Poi ci sono i cantanti/cantautori che hanno portato e portano avanti una riscoperta del dialetto, come Davide Van De Sfroos e le sue ballate in laghée, variante del comasco, lo stesso De Andrè coi capolavori ‘ Crêuza de mä’ e ‘Le nuvole’, Pino Daniele e tanti altri.

Senza dimenticare artisti come Lucio Battisti, e vi ricordo che è appena uscito un disco intitolato ‘Le canzoni di Mogol Battisti in versione Rock New Era in cui vengono appunto riproposte in versione ‘rock’ diversi classici di Lucio (non l’ho ascoltato, qualcuno di voi l’ha fatto??) e Mina, che magari non si possono propriamente definire ‘rock’ ma che col rock hanno secondo me molti punti di contatto.

Insomma, il rock in Italia c’è stato ed è ancora vivo, e vi porto le prove in questa puntata.

Questa la scaletta completa:

Litfiba – Il vento

Timoria – Viaggio senza vento

Gang – Cambia il vento

Massimo Bubola – Doppio lungo addio

Carmen Consoli – Amore di plastica

Area – Luglio Agosto Settembre (Nero)

Banco – Non mi rompete

Edoardo Bennato – Un giorno credi

Fabrizio De Andrè – Sally

Davide Van De Sfroos – Ninna nanna del contrabbandiere

Cristina Donà – L’aridità dell’aria

CSI – Del mondo (live)

La settimana prossima Let it rock compirà un anno, spero sarete in molti, festeggeremo insieme!

 

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