ON AIR SUI 94.30 MHZ
NETWORK
Traccia corrente

Titolo

Artista

Programma attuale

Programma attuale


Let it rock 72: Soul Explosion. FILE ASCOLTABILI

26 Aprile 2015

Prima parte

Seconda parte

Pagina facebook

Logo Let it Rock

Benvenuti alla puntata n. 72 di Let it rock.

Continuiamo nella nostra esplorazione degli anni 70, concentrandoci questa settimana sulla musica soul e derivati.

Alla fine degli anni 60 la Stax, una delle etichette di punta del soul del decennio andò incontro a grossi problemi economici, e anche la Motown fu costretta a riorganizzare i propri team produttivi e compositivi.

Nella casa di Detroit, per molti gruppi e artisti questo significò la fine del successo di massa, come per le Supremes e i Four Tops, mentre altri come Marvin Gaye e Stevie Wonder colsero l’occasione per affrancarsi dallo stretto controllo del management della casa discografica e realizzarono proprio nei 70s i propri capolavori, come “What’s goin’ on” e “Let’s get it on” per Marvin Gaye, e l’incredibile sequenza di album realizzati da Stevie Wonder tra “Music of my mind” del 1972 e “Songs in the key of life” del 1976.

I Temptations nel 1968 iniziarono la sostituzione della formazione classica con nuovi membri, prima Dennis Edwards sostituì David Ruffin, poi Eddie Kendricks e Paul Williams furono sostituiti da Damon Harris e Richard Street. Intanto il produttore Norman Whitfield cominciò ad esplorare nuovi orizzonti per la musica del gruppo, influenzato dal successo di Sly & The Family Stone e dalla musica psichedelica: era nato lo “psychedelic soul”.

Pezzi come “Cloud nine” e “Psychedelic shack” contenevano numerosi effetti sonori (echi, sovraincisioni) e l’uso estensivo della chitarra ‘wah-wah’. Anche i testi cambiarono, passando dalle tipiche canzoni d’amore degli anni 60 a temi più impegnati socialmente. Nel 1972 uscì quello che è considerato il capolavoro del psychedelic soul, “Papa was a rolling stone”, uno dei brani soul più importanti della storia: la versione originale degli Undisputed Truth durava poco più di 3 minuti, Whitfield la trasformò in una suite di quasi 12, con lunghi intermezzi strumentali che separavano gli interventi solisti dei vari Temptations, ognuno dei quali rappresentava uno dei figli di questo padre che non avevano mai conosciuto e chiedeva alla madre di spiegare come mai avessero sentito solo “bad things about him”.

Alla fine della trasmissione potete ascoltare quasi per intero la versione originale contenuta su “All directions”.

Intanto a Philadelphia Kenneth Gamble e Leon Huff, già collaboratori su diversi pezzi per Jerry Butler, Aretha Franklin, Archie Bell & The Drells e Dusty Springfield nei 60, decisero di fondare una propria etichetta discografica, la Philadelphia International Record (PIR): era nato il Sound di Philadelphia, e proprio l’inno della PIR, TSOP (The sound of Philadelphia) venne scelto come siglia del celeberrrimo show “Soul Train”. TSOP era un brano strumentale a firma dei MFSB, ovvero la house band della PIR, da cui si svilupparono moltissimi spin-off come la Salsoul Orchestra e la Monster Orchestra.

I brani della PIR e delle varie emanazioni furono quasi tutti registrati nei Sigma Sound Studios di Philadelphia, e uno degli arrangiatori e produttori di casa negli studi fu Thom Bell, a cui si deve il rilancio in grande stile e la definitiva affermazione degli “Spinners” e il successo per altri gruppi come i “New York City” e i “Trammps”.

Il Philly Soul fu fondamentale anche per il passaggio dal soul alla disco, e TSOP è considerato il primo pezzo disco ad aver raggiunto la posizione n.1 delle classifiche USA, anche se la definizione di ‘disco’ qui è abbastanza forzata.

Per tutti gli anni 70 soul, disco e funk hanno flirtato e si sono scambiati influenze. Nel 1977 uscì un album semplicemente intitolato “Chic”, come il gruppo che lo realizzò. Gli Chic furono fondati da Nile Rodgers e Bernard Edwards, e nel primo album collaborò anche Luther Vandross. L’influenza del sound degli Chic è stata fondamentale, non solo per la disco della fine dei 70, ma anche e soprattutto per la musica dance dei decenni successivi, tanto che Rodgers ha pesantemente influenzato anche l’ultimo album dei Daft Punk.

 

Playlist:

Commodores – I feel sanctified (live)

BT Express – Do it (til you’re satisfied)

Stevie Wonder – Superstition

Chic – I want your love

Manu Dibango – Soul Makossa

MFSB – TSOP (The Sound Of Philadelphia)

Spinners – Just can’t get you out of my mind

New York City – I’m doin’ fine now

Gladys Knight & The Pips – Midnight Train To Georgia

Average White Band & Ben E. King – A star in the ghetto

Labelle – What can I do for you

Temptations – Papa was a rolling stone

 

 

Taggato come

Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *