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Let it rock 78: Lotta rock to give. FILE ASCOLTABILI

7 Giugno 2015

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Benvenuti alla puntata n.78 di Let it Rock.

Questa settimana vi propongo un’altra scaletta che spazia tra generi e periodi diversi.

L’apertura è affidata a Jason Isbell, che farà uscire a Luglio il nuovo disco, “Something more than free”, a due anni di distanza da “Southeastern”, da cui ascoltiamo una versione live in studio del pezzo di chiusura, “Relatively easy”.

Isbell è certamente uno dei cantautori più ispirati della ‘nuova generazione’, dato che ha iniziato la sua carriera a 22 anni, nel 2001, entrando a far parte dei Drive-by Truckers con i quali ha lavorato fino al 2006, per poi iniziare una carriera solista che lo ha visto aumentare la propria popolarità tra gli appassionati e i critici musicali, anche se limitatamente al circuito del rock di matrice classica.

Dopo un ‘nuovo’ cantautore ci ascoltiamo Elliott Murphy, che già nel 1973 si fece notare col suo esordio, “Aquashow”, come uno dei migliori tra i numerosi epigoni di Dylan comparsi in quel periodo (e anche successivamente). Murphy si è costruito nel tempo una carriera di tutto rispetto e ogni tanto viene a farci visita in Italia per qualche concerto.

Tra i cantautori emersi dopo il 1990 merita sicuramente un posto di rilievo Will Oldham, non solo per la qualità delle sue composizioni ma anche per la varietà di progetti e pseudonimi a cui ha dato vita, primo tra tutti quello di Bonnie “Prince” Billy. Vi propongo “More brother rides” da “Viva Last Blues” dei Palace Music, un album che si distacca dalla tipica produzione di Oldham per un approccio più ‘rock’ e ritmato.

Robert Plant non ha bisogno di presentazioni, mentre “Morning dew”, contenuta in “Dreamland” del 2002, merita alcune considerazioni. Scritta dalla canadese Bonnie Dobson, all’inizio dei 60, è diventata un classico del repertorio folk rock ed è stata oggetto di numerose covers, tra cui quelle di Fred Neil, Tim Rose (che ha aggiunto alcune strofe), Nazareth, Lulu,Jeff Beck, Allman Brothers. I Grateful Dead ne hanno fatto uno dei pilastri dei loro chilometrici concerti. La canzone tratta del rapporto tra due giovani superstiti di un ipotetico disastro nucleare.

La prima parte si chiude con un altro classico, questa volta del repertorio celtico, come “Black is the colour of my true love’s hair”, altro brano che ha avuto decine di covers. Vi propongo la versione elettrica dei Blue Mountain, contenuta in “Roots”, album del 2001 composto interamente da covers di brani tradizionali.

La seconda parte si apre con “Faded”, lunga ballata elettrica che chiude “Black love” degli Afghan Whigs, seguita da 3 rappresentanti del ‘nuovo’ rock come i National, dei quali vi propongo “Fake empire”, brano che molto richiama le atmosfere di Leonard Cohen, Florence + The Machine con la loro cover di “You’ve got the love”, brano proveniente dal periodo disco-dance di Candi Staton, e infine la canadese Cold Specks, con “Blank Maps” dal suo album di esordio, una ottima fusione di atmosfere indie rock mescolate a ricordi gospel.

Daryl Hall e Robert Fripp hanno realizzato insieme, nel 1980, un album intitolato “Sacred songs”, che ha avuto zero successo commerciale ma ha intrigato i critici, colpiti dall’amalgama nato dall’unione di due personaggi così diversi come il cantante blue-soul per eccellenza Daryl Hall e l’architetto dei suoni dei King Crimson Robert Fripp.

Le ultime due canzoni di oggi sono la bella ballad “Queen of my arms”, bonus track dall’ultimo album di Matthew Ryan, “Boxers” e “Lotta love to give”, primo singolo estratto da “For the beauty of Wynona” di Daniel Lanois, anno 1993.

Buon ascolto!

Playlist:

Jason Isbell & The 400 Unit – Relatively easy (live, Daytrotter Session)

Elliott Murphy – Last of the rock stars

Palace Music – More brother rides

Robert Plant – Morning dew

Blue Mountain – Black is the colour of my true love’s hair

Afghan Whigs – Faded

The National – Fake empire

Florence + The Machine – You’ve got the love

Cold Specks – Blank maps

Daryl Hall with Robert Fripp – Why was it so easy

Matthew Ryan – The Queen of my arms

Daniel Lanois – Lotta love to give

 

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