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Joanne Shaw Taylor: The Blues Album

6 Novembre 2021

La bellezza nel coltivare le passioni, oltre a dare nuove emozioni, ci permette di scoprire nuove situazioni e spesso avere delle conferme. La ricerca e l’interesse ci consentono di staccare dal logorio quotidiano e dare risalto a piccoli momenti di libertà. Purtroppo alle volte, per vari motivi, si lascia da parte qualcosa. Quello che è successo a me con Joanne Shaw Taylor. Conosco il valore dell’artista, ma avevo perso le sue tracce dal punto di vista discografico. Ci è voluta la mano e i dollari di Joe Bonamassa e di Josh Smith per farla ritornare alla grande. Joanne è una giovane chitarrista cresciuta a pane e rock blues.

Fin da ragazza aveva dato dei chiari segnali di bravura. Voce unica e chitarrista estrosa dalle mille idee. Dave Steward ex Eurythmics ne ha carpito le qualità e l’ha voluta in tornee con la sua band. La Taylor aveva 17 anni. Oggi a trentacinque è una vera icona del British Blues. La scuola Inglese è stata determinante. Le sue prime influenze arrivarono da pilastri come Gray Moore, Clapton ed Hendrix, successivamente anche da Steve Ray Vaughan.

A darle manforte una band accuratamente assortita. Tra tutti spicca il nome di Reese Wynans alle tastiere e Josh Smith alla chitarra. Joe Bonamassa interviene in un solo brano e si sente. Questa produzione condivisa, tra i due chitarristi, ha dato maggior risaldo alle qualità della Taylor.

The Blues Album è un disco di cover suonate impeccabilmente, con perizia e talento vero.

Brani nati originariamente per icone del Blues come: Albert King, Peter Green, Otis Rush e Little Milton. L’inizio è fulminante con la versione di Stop Messin’Around dei Fleetwood Mac (P. Green). Il pezzo mantiene scrupolosamente il ritmo tipico del RocK Blues Britannico,

mentre la Taylor con coraggio e grinta ci regala una tosta interpretazione.

Se l’inizio è questo non mancheranno certo le emozioni. La band la segue a ruota e lei è totalmente coinvolta come se suonassero insieme da anni. La sezione dei fiati in If that ain’t a reason rende onore al grande Little Milton. Un funky blues coinvolgente che mette una vera ipoteca sulla bellezza di questo disco. Sulle cover esistono varie correnti di pensiero. Per me sono croce e delizia. C’è già l’impianto del brano ma bisogna rifarlo bene altrimenti si cade nella banalità assoluta. La discografia ne è piena. Keep On Lovin’ Me è un pezzo di Otis Rush che Joanne esalta attraverso la sua voce ed una potente chitarra che non smette di produrre note. Potrei raccontarvi pezzo per pezzo di questo The Blues Album ma non voglio cadere in una forma reverenziale quasi estrema. Dico solo che anche stavolta Joe Bonamassa, dopo Joanna Connor, ha fatto centro.

Gianfranco Pirian per Me&Blues


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