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Doug MacLeod : A Soul To Clain

21 Maggio 2022

Dopo la parentesi letteraria, della scorsa settimana, torniamo alla nostra musica. Il Blues.

Il Vecchio Blues che esprime sentimenti veri e continua a incuriosire, invogliare ed affascinare. Tenendo vivo l’interesse di molti musicisti ,e in noi assatanati divoratori del genere. Rimanendo in tema mi torna in mente una frase del famoso bluesman J.B. Hutto che diceva : Il Blues rimarrà Blues fino a quando il Mondo finirà”. La forma di rappresentazione culturale collettiva, che ha dato autenticità alla canzone popolare Americana. Sicuramente una delle più efficaci nel contribuire a superare le lotte razziali. A rendere il tutto facilmente accessibile è l’estro, la fantasia e la bravura di molti musicisti. Doug MacLeod è uno di questi. Macleod è nato a New York nel 46’ ed ha girato diversi Stati prima di fermarsi a St.Louis dove ha cominciato suonando il Country Blues.

Il suo mentore è stato Ernest Banks, che gli ha dato le linee guida per crescere come musicista e su come affrontare la scena e il pubblico.

Durante i loro incontri, spesso, gli ricordava: Non suonare mai una nota se non ci credi.

George Harmonica Smith e Lowell Fulson, gli hanno raccontato la vita del vero Bluesman.

Una delle principali caratteristiche è quella di lavorare prevalentemente su pezzi originali, sue composizioni. Per molti, forse, non è un nome molto conosciuto. Ma il signor McCleod, da New York, ha vinto ben sei Blues Music Award e ricevuto un numero imprecisato di riconoscimenti. Comincia ad incidere agli inizi degli anni ottanta mettendo su una discografia di tutto rispetto. A Soul To Clain è l’ultimo lavoro uscito l’8 Aprile del 2022.

Intanto a produrre il disco è stato Jim Gaines, una garanzia assoluta nel settore. La campagna del Tennessee e il Mississippi hanno completato l’opera.Macleod è uno che lavora sodo e non finisce mai di stupire. Il tema conduttore dei suoi testi è la realtà nuda e cruda. Con una scrittura magica e un racconto che aiutano a superare le difficoltà della vita.

Il suono della sua chitarra acustica è deciso e tenace, non particolarmente convenzionale.

A volte implacabile e inesorabilmente intenso. MacLeod, passa dall’acustico all’elettrico con una facilità disarmante, dando ad ogni brano  un sua identità. La canzone che da il titolo all’album ha un taglio particolarmente elettrico e un ritmo incalzante. Non vi nascondo che in alcuni passaggi  mi ha ricordato Lou Reed.So bene quello che scrivo, anche se la mia riflessione può sembrare insolita. Allora, onde evitare un vero e proprio linciaggio, ho chiesto conforto ad alcuni colleghi. Tutti hanno confermato ed apprezzato. Meno male.

D’altronde, anche se musicalmente distanti anni luce, stiamo parlando di due grandi, mica di pizza e fichi. A Soul To Clain è veramente un bel disco. MacLeod, con la sua metodica continuità, ho la vaga impressione che anche questa volta abbia fatto centro.

E’ il destino del vero uomo di Blues, colui che vive in maniera viscerale quello che crea.


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